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Evra: “Alla Juve si lavora troppo. Così si arriva sfiniti alle finali”

Nelle ultime due finali di Champions League era parso palese a tutti come la Juve ci sia arrivata senza più energie, sia fisiche che mentali. Patrice Evra, durante una lunga intervista rilasciata a Repubblica, ha confermato queste sensazioni:

 

In Italia si lavora tanto, anzi troppo. Eppure, se si trovasse l’equilibrio giusto, le squadre italiane potrebbero vincere la Champions League con molta più facilità. In Italia però si spinge tutto all’estremo. C’è quasi una superstizione del lavoro, e l’ho vissuta alla Juventus, del tipo: “Se non ci alleniamo in maniera durissima, non vinceremo mai”. Non è vero. Per me è un segno di insicurezza. Sia chiaro: io ho sempre lavorato duro nella mia carriera. Ma alla Juventus era tutto esagerato. Il mio primo anno vincemmo il campionato e perdemmo la Champions League in finale. Ma sono convinto che quella coppa avremmo potuto vincerla se non fossimo arrivati così sfiniti, fisicamente e mentalmente. In Inghilterra prima dei big match si canta e si balla nello spogliatoio. In Italia invece c’è troppa pressione sui calciatori. Anche quando eravamo sul pullman con gli altri della Juve, alcuni dei miei compagni guardavano Sky Sport, altri leggevano i giornali sportivi. Allora dissi a tutti: “Ragazzi, non potete andare avanti così, concentrati ogni secondo sul calcio. Così perdete la gioia di giocare a pallone”.

 

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