Deschamps a Torino: “Ecco i miei ricordi alla Juve”

Didier Deschamps torna a Torino. L’ex Juve, ora c.t. della Francia, guiderà i transalpini nella semifinale di Nations League.

La partita contro il Belgio, si giocherà proprio all’Allianz Stadium, casa dei bianconeri. Il ritorno in Piemonte, è l’occasione per ricordare gli anni vincenti passati alla Juventus e l’esperienza di tecnico nella Serie B post Calciopoli. Ecco le sue parole, apparse sui profili sociali della Nazionale francese.

Deschamps “Se la Juve perde è uno tsunami”

Deschamps ha militato nella Juventus tra il 1994 e il 1999, vincendo 3 campionati e soprattutto la storica Champions del 96′. Il ct francese ha solo emozioni positivi, riguardando allo splendido passato. A partire dall’arrivo a Torino, provenienza Marsiglia. “Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale, c’era una mentalità diversa, un approccio agli allenamenti diverso, una preparazione lunga, molto specifica e dura, Ma c’era l’orgoglio di indossare quella maglia. Sono arrivato in punta di piedi. L’inizio è stato complicato perché ho subìto un infortunio al tendine d’Achille e mi sono dovuto operare. Ho vissuto cinque anni da calciatore meravigliosi, con questa cultura della vittoria che è presente tutti i giorni e, nonostante questo, c’era un ambiente familiare, creato dall’allenatore Marcello Lippi e dalla dirigenza, Moggi, Bettega e Giraudo. Un grande club dal punto di vista dell’organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C’è un grande professionismo“.

Deschamps e la Juve in B

Deschamps, sia da calciatore che da allenatore ha conquistato la Coppa del Mondo. In panchina però ha anche traghettato la Juve dalla Serie B alla Serie A nella stagione 2006/2007. Un periodo complicato per società, tifosi e squadra che il nativo di Bayonne ricorda con orgoglio.  “Il club era in difficoltà, dopo essere stato retrocesso in Serie B . Siamo partiti con dei punti di penalizzazione e siamo arrivati a essere primi in Serie B. Molti calciatori di livello internazionale erano rimasti, perché legati al club. Ogni volta che ci spostavamo, c’erano migliaia di persone ad attenderci. Non entrerò nei dettagli, ma dopo aver vinto il campionato non c’erano più le condizioni per proseguire l’anno dopo. Spero che non succeda più che la Juve si trovi a giocare in quella situazione. Per me è stato un modo di restituire qualcosa a una squadra che mi ha dato tanto“.

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